SBK 2009 – Misano - Gare

In gara 1 “Shakey” Byrne domina sul bagnato ma nel finale asciutto deve cedere il passo a Spies. Fabrizio terzo in volata con Smrz. In gara 2 Haga, Rea e Fabrizio si alternano al comando per tutta la gara: la spunta l’inglese che regala la prima vittoria a Honda Ten Kate.

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SBK 2009 - Misano - Superpole

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Gara1. Le nuvole che si erano trattenute durante il sabato della Superpole scaricano pioggia sul circuito di Misano domenica mattina, durante il warm-up. Gara 1 è dichiarata bagnata, la pioggia , però, cessa poco prima del via; ai box vengono approntate le seconde moto equipaggiate con gomme slick in previsione che la pista si asciughi durante la gara. Tra i favoriti sul bagnato c’è Kiyonari, che ha corso per anni nel campionato britannico sotto la tipica pioggia inglese, ma finisce a terra subito senza neanche concludere il primo giro. E’, invece, il campione British Superbike della passata stagione, a volare sulla pista bagnata: Shane Byrne parte dalla seconda fila e rompe gli indugi al pronti-via scattando fulmineo in testa. Al primo passaggio sul traguardo rifila già due secondi al suo diretto inseguitore Jakub Smrz, l’autore della pole. Staccato di altri due secondi è il gruppo dietro di loro capitanato da Ben Spies, presto superato da Michel Fabrizio e seguito da Haga, Rea, Checa e Lavilla. Max Biaggi non parte male, ma ha difficoltà a tenere il ritmo e ben presto scivola ai margini della zona punti. Anche Johnathan Rea è costretto ad abbandonare il gruppo degli inseguitori a causa di un ride-through impostogli dalla direzione di gara. Là davanti, intanto, “Shakey” Byrne sta facendo una gara in solitaria, la pista si asciuga lentamente e lui ha modo di sfoggiare l’esperienza accumulata sulle piste inglesi spesso funestate dal maltempo. Intorno a metà gara, poco prima di rientrare finalmente ai box per il cambio moto, il suo vantaggio arriva addirittura a venti secondi. Smrz tiene la seconda posizione più a lungo che può, mentre alle sue spalle risale Fabrizio e si porta dietro Spies che imposta il proprio passo sul quello del pilota romano. Nori Haga non si trova a suo agio sulla pista ancora bagnata, prima lo supera Checa, poi retrocede fino in decima posizione dopo aver subito gli attacchi di Haslam ed Hacking sul rettilineo. Carlos Checa si prepara al cambio moto ma prima ha un guizzo e in pochi giri si porta in seconda posizione, purtroppo non riesce a sfruttare il vantaggio accumulato perché la seconda moto non vuole saperne di partire e devono accenderla a spinta. Al 15° giro la pista è ormai asciutta: Byrne è costretto a tornare in pitlane per cambiare moto e regala il comando della gara a Ruben Xaus, che, proprio sulla Ducati del team Borciani, vinse qui a Misano l’ultima gara disputata l’anno scorso. Un solo giro in testa è tutto ciò che viene concesso al pilota catalano: il terrore texano, Ben Spies, sull’asfalto asciutto divora i suoi avversari uno dopo l’altro, fino a superare Xaus di prepotenza e a condurre la gara rifilando a tutti secondi pesanti di distacco. Michel Fabrizio negli ultimi giri spreme la sua 1198: vuole il podio a tutti i costi; alle sue spalle Smrz dopo aver difeso la sua posizione dagli attacchi dei giapponesi “ufficiali” Haga e Kagayama, raggiunge Fabrizio e lo attacca nell’ultimo giro. Dopo la pole e una splendida performance sulla pista bagnata, il pilota ceco sogna il podio, ma Fabrizio è duro da battere e riesce a stare davanti dopo un arrivo in volata verso la bandiera a scacchi. Haga chiude quinto e limita, in classifica generale dove è ancora primo, i danni causati dall’ennesima vittoria di Spies.

Gara2. Poche gocce di pioggia non riescono a turbare il caldo pomeriggio di Misano che vede partire Gara 2 asciutta dopo la pioggia del mattino. Spies è pronto a ripetere il successo di gara 1, che lo ha visto protagonista nella seconda parte di gara sull’asfalto ormai asciutto. Qualcosa, però, non va per il verso giusto: il texano non parte benissimo, è sesto dopo un giro ma ha un’incertezza per un presunto guasto al motore e si ritrova, in un attimo, in diciassettesima posizione. Gara tutta in salita per lui, obbligato a lasciare spazio ad altri protagonisti. Haga, con una zampata micidiale, dalla seconda fila si porta direttamente in testa, Fabrizio lo segue a ruota ma fra le due Ducati Xerox si frappone subito la Honda Ten Kate di Johnathan Rea, pilota nord irlandese di ventidue anni, vice campione della Supersport 600, e più giovane pilota del mondiale. La battaglia si preannuncia infuocata, ognuno dei tre ha un ottimo motivo per vincere: Haga deve approfittare dell’errore di Spies per consolidare la supremazia in campionato, Fabrizio, anche lui in lotta per il titolo mondiale, cerca una vittoria sul campo dopo il colpo di fortuna a Monza, mentre Rea oltre a far segnare la prima vittoria personale in carriera vuole interrompere il digiuno forzato della Honda Ten Kate nel campionato attuale. Dietro di loro sono compatti all’inseguimento Smrz, Checa e Byrne seguiti da Sykes, Haslam e Max Biaggi, che, qui a Misano, non ha il passo necessario per fare più della nona posizione. Di spettacolo ne forniscono comunque a sufficienza i primi tre piloti in lotta per il podio. Rea al terzo passaggio fa segnare il giro veloce in 1’37”48, supera agilmente Haga al giro seguente ed imposta un ritmo molto elevato, lasciando che i ducatisti alle sue spalle si facciano la guerra in casa. La tattica sembra funzionare: per resistere agli attacchi di Nitronori, Michel Fabrizio deve dare il meglio di sé, ottenendo solo di essere superato dal “compagno” al decimo giro. Ora è il turno del giapponese di provare a prendere la Honda bianca e verde di Rea, e lo fa con un giro veloce di 1’37”26. Il giovane pilota inglese, forse timido senza il casco, si rivela, però, un lucido e freddo avversario quando lo indossa. Non subire la pressione degli attacchi continui di Haga non è facile, dalla parte di Rea c’è sicuramente l’ottimo motore Honda che non ha nulla da invidiare in accelerazione alla bicilindrica bolognese dotata anche di una maggior cubatura. Intanto, dalla diciassettesima posizione, Ben Spies non si è perso d’animo e lo vediamo risalire posizioni giro dopo giro, al quindicesimo, infatti, lo troviamo già in undicesima piazza; contemporaneamente, davanti a tutti, Fabrizio da il cambio ad Haga nell’inseguimento a Rea. Le Ducati rischiano di tamponare la Honda alla variante del Parco, ma Rea guida tenendo sempre il centro della pista e chiudendo tutte le porte in curva per non essere superato. Fabrizio, dopo un attento studio sorprende l’inglese proprio alla variante dopo il rettilineo; Haga lo imita di lì a poco e nello stesso punto, ma Rea deve dimostrare di che pasta è fatto: si riprende il secondo posto derapando vistosamente in curva, poi intreccia una serie di sorpassi e controsorpassi con Michel che, però, mantiene il comando. Mentre Rea studia il pilota romano, deve anche ritardare le staccate sempre di più per resistere ad Haga che lo incalza. All’uscita della curva Misano il giovane nord-irlandese sfrutta tutto il cordolo in vista del rettilineo, ritarda la staccata e supera Fabrizio in derapata. Ormai i giochi sono fatti, Johnny Rea vince in volata su Fabrizio e Haga, siglando un successo importante anche per il suo team, la Honda “ufficiale” Ten Kate.

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