MotoGP 2009 – Assen – Gara

100 % Rossi! La storica centesima vittoria di Valentino lo incorona leader del mondiale.

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MotoGP 2009 - Assen

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MotoGP 2009 - Assen
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Valentino continua a scrivere pagine di storia del motociclismo e lo fa su un circuito unico: si corre ad Assen, infatti, fin dall’esordio del Motomondiale, avvenuto nel lontano 1949. La storia da allora è cambiata, ma la storia tende anche a ripetersi. A trent’anni di distanza dalle gesta del più grande campione delle due ruote Giacomo Agostini, guarda caso un altro italiano, oggi Valentino Rossi trasforma i sogni del passato nella leggenda che verrà e lo fa nella maniera a lui più congeniale: dando spettacolo davanti agli innumerevoli tifosi assiepati intorno al circuito. Il sole filtra pallido tra le nuvole sparse del cielo olandese e crea un’atmosfera sospesa e carica di potenzialità, come la quiete prima della tempesta. Il weekend è stato attraversato da una forte tensione psicologica tra i piloti, a cui ha fatto da contraltare l’apparente serenità con cui Valentino ha dominato, prendendosi a mani basse la pole position. Prima della partenza lo vediamo spendere più tempo del solito nella sua posizione raccolta per trovare la giusta concentrazione, anche se viene da pensare che, in realtà, sorrida sotto il casco pregustando l’ennesimo record della sua carriera e la “batosta” che infliggerà ai suoi rivali. Eh sì, perché al Dottore le cose non succedono per caso, bensì ha attentamente costruito e pianificato questo momento nell’arco della prima parte del campionato. La centesima vittoria è storica e bellissima, ma il pensiero di Rossi è tutto teso a vincere anche questo mondiale. Il primo posto ad Assen,dopo aver condotto la gara in solitaria, lo rende leader in classifica, e lui perviene a questo risultato conscio di aver risolto i problemi di messa a punto che non lo facevano rendere al 100 % finora, e di aver piegato i suoi diretti inseguitori: con un duello sul campo il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo, forte della stessa Yamaha M1, la moto attualmente più competitiva. Psicologicamente, invece, Casey Stoner, non più sostenuto dalla supremazia tecnica della Ducati, che ormai sfoga la rabbia come può, tra gestacci ai colleghi e i forti dolori addominali che non lo mollano. A pochi giri dal via la gara si delinea nei suoi tratti essenziali: le due Honda HRC fuori entrambe a causa della caduta dei piloti costretti a superare il limite per star dietro ai primi. Valentino gira “tranquillo” solo mezzo secondo più lento del suo miglior crono in qualifica, senza gomme da tempo e col serbatoio pieno. In fila indiana, distanziati alcuni secondi l’uno dall’altro, seguono Lorenzo, Stoner, Edwards e Vermeulen che, metodicamente, inanellano un giro dopo l’altro. Alle loro spalle: l’inferno. Il folto gruppo degli inseguitori si dà battaglia per il sesto posto con una bagarre che non si vedeva da tempo. Loris Capirossi ha voglia di risultati concreti, James Toseland sa che il suo posto è a rischio e vuole dimostrare quanto vale, Nicky Hayden e Mika Kallio cominciano a domare quel toro impetuoso che è la Ducati Desmosedici, Toni Elias torna a far parlare di sé per la sua guida pericolosa e viene sanzionato con venti secondi di penalità, Randy De Puniet e Alex De Angelis hanno la rara opportunità di essere i migliori piloti Honda. Ce n’è quanto basta per infuocare gli animi, nessuno vuole cedere di un millimetro; ma il circuito di Assen, tra i curvoni da raccordare e le veloci varianti, non perdona errori. Molti piloti vanno lunghi in curva, i contatti, per non dire le spallate, sono frequenti. A due giri dalla fine Kallio rompe gli indugi: attacca Toseland e va a condurre il gruppo, ma la foga lo fa scivolare poco prima dell’arrivo; Elias tira dritto all’ultima chicane e si porta dietro Capirossi, la spunta Toseland che chiude sesto. Rossi, intanto, ha già tagliato il traguardo da un pezzo e sta facendo scorrere un lunghissimo striscione con le immagini di tutte e novantanove le vittorie che hanno preceduto quella di oggi. Il pubblico è in visibilio, le tribune di Assen sono gremite di bandiere e magliette gialle. La gioia di Valentino sul podio è contagiosa, è un campione che dopo tanti anni riesce ancora a stupire tutti perché, per primo, ha ancora voglia di stupire se stesso.

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