SBK 2009 – Donington - Gare
Ben Spies punta al mondiale con una stupefacente doppietta a Donington. Il texano tiene testa per tutta Gara 1 a Biaggi. Haga amministra e chiude terzo. In Gara 2 Haga cade, si frattura una vertebra ed è ormai fuori dai giochi. Solo Michel Fabrizio insegue Spies nella lotta al titolo. Haslam unico inglese sul podio.
29/06/2009 @
Gara 1. Dopo la Superpole ottenuta ieri con un pizzico di aiuto da parte della pioggia, che ha interrotto le qualifiche anzitempo, Ben Spies dà libero sfogo al suo talento senza alcuna riserva. Il passo di gara da lui mostrato nel warm-up della mattina è impressionante: quasi un secondo lo separa da tutti gli altri. Al via di Gara 1 il cielo è ancora coperto ma la temperatura dell’asfalto è già più alta che nel resto del weekend. Si spengono i semafori. Spies scatta al comando e prova da subito ad andar via, seguito da Biaggi e Haga che parte bene dalla seconda fila. Max deve prima resistere agli attacchi di Noriyuki, che cerca di infilarlo incrociandone le traiettorie, poi è libero di inseguire il texano e di fotocopiarne i tempi per qualche giro. Al quinto passaggio fanno segnare entrambi il crono di 1’30.6. Haga non ne ha abbastanza per stare coi due là davanti e perde decimi ad ogni passaggio, riesce però ad amministrare la gara, tenendosi isolato in terza posizione, quanto basta per non essere impensierito dal gruppo degli inseguitori capitanato da Shane Byrne. Il campione della Superbike britannica deve tenere a bada l’aggressività del connazionale Leon Haslam disposto a tutto pur di ben figurare sul circuito di casa. Nakano, in sesta piazza, completa l’ottimo risultato dell’Aprilia; Tom Sykes, il terzo inglese del quartetto, è alle calcagna del giapponese, ma centra una piccola buca del vecchio e insidioso asfalto di Donington: lo sterzo della sua Yamaha R1 si chiude; dopo la caduta riesce a risalire in moto ma decide comunque di ritirarsi. Rea, uno dei favoriti prima della gara, è ancora più staccato in ottava posizione, dietro di lui c’è Michel Fabrizio che naviga in cattive acque: la sua 1198 ha un problema alla leva del cambio e gli impedisce di inserire la prima marcia, così è costretto a percorrere i lenti tornanti della parte finale del tracciato con la seconda, finendo sempre un po’ lungo e perdendo posizioni fino a scivolare in dodicesima. Davanti a tutti Max Biaggi fa volare la sua RSV4 che si esprime sempre meglio via via che il sole riscalda l’asfalto: continua a rosicchiare decimi di secondo a un Ben Spies più che disposto a forzare un po’ l’andatura pur di non farsi raggiungere. La guida di Max è più pulita e sebbene paghi qualche decimo sui lunghi curvoni veloci in discesa, sa essere più efficace nel seguente tratto misto in salita. A metà gara Biaggi ha già raggiunto il campione americano ed innesca con lui una sfida a viaggiare sulla soglia dell’ 1’30 alto. Le gomme cominciano a consumarsi ed a perdere aderenza. Il ritmo di gara si alza di quasi un secondo, Biaggi riesce a tenere l’1’31 e mezzo, viaggia incollato ai tubi di scarico del texano e lo forza ad impostare un ritmo di 1’31.1 ed a prendersi non pochi rischi. Ma il campione romano non molla, gira un paio di decimi più veloce e gli si riporta sotto. Spies ha un minimo di margine ancora a disposizione e se lo gioca tutto al penultimo giro percorrendolo in 1’30.9, e va ad iniziare l’ultimo passaggio con sei decimi di vantaggio. Biaggi può solo sperare di stargli dietro e tentare un arrivo in volata ma all’uscita del penultimo tornante prima del traguardo la sua Aprilia si spegne e Max è costretto a scuoterne il serbatoio per far affluire le ultime gocce di benzina che gli consentano di chiudere comunque secondo. Ben “Texas Terror” Spies vince anche sul circuito di Donington e porta a casa punti pesanti. Haga deve accontentarsi del terzo posto ed abituarsi ad interpretare le gare tenendo sempre un occhio puntato sulla classifica piloti per gestire il proprio, ormai esiguo, vantaggio.
Gara 2. Il sole è l’elemento in più di Gara 2. L’asfalto ha raggiunto i trentacinque gradi. Stanno per cominciare gli ultimi 23 giri su questa pista di Donington Park, che dall’anno prossimo vedrà correre anche la Formula 1 e subirà quindi pesanti modifiche al tracciato. Michel Fabrizio rimarrà nell’albo d’oro come il più veloce pilota Superbike: suo il record della pista di 1’29.664 ottenuto nel Q2 della Superpole di sabato. Il giovane pilota romano correrà con la seconda moto dopo i guai avuti al cambio in Gara 1. Prima del via Haslam dichiara di aver apportato delle modifiche sulla sua Honda del team Stiggy, ed è pronto a lottare per il podio. Si spengono i semafori e Ben Spies, senza indugi, va a condurre la corsa, partono bene le due Aprilia di Biaggi e Nakano subito dietro all’americano. Ma non durerà: Nakano è presto fuori vittima di un brutto high-side. Haga spinge da subito, scavalca in un sol colpo i due inglesi Rea e Haslam al tornante Melbourne, portandosi in terza posizione. Le brutte sorprese non finiscono: tempo cinque giri molti piloti si autoeliminano. Rea scivola in curva e riprende la gara ultimo. Smrz cade, Biaggi scivola graffiando l’asfalto con la sua RSV4, riparte ma rischia per un contatto con un pilota che sopraggiunge. Infine Noriyuki Haga perde di colpo il posteriore della Ducati Xerox, cade molto male e viene anche colpito dalla sua stessa moto. A questo punto Spies ha campo libero ed allunga notevolmente su tutti gli altri, dopo sette giri ha già cinque secondi di vantaggio. Michel Fabrizio, intanto, risale in fretta e va a prendersi il secondo posto ai danni di Leon Haslam; anche “Shakey” Byrne sta rinvenendo dalla quarta piazza con l’intenzione di giocarsi il podio coi primi due. Alla fine del decimo passaggio Fabrizio arriva in curva troppo veloce, deve raddrizzare la sua Ducati e far passare Haslam. Al giro dopo anche Byrne, che ha uno stile di guida simile a quello di Bayliss, supera Fabrizio. Il terzetto procede unito ma i posti in palio sul podio sono solo due. Haslam continua a far spazzolare in curva la Honda, “Shakey” fa delle linee completamente diverse: ha una guida vecchio stile, entra largo e fa scorrere molto la sua Ducati Sterilgarda in curva per poter aprire prima il gas, mentre la 1198 Xerox di Fabrizio ha un comportamento molto più stabile ed ha la meglio sul campione britannico. Al romano non resta che un ultimo giro per provare a prendere Haslam, che però non vuole assolutamente cedere e taglia il traguardo in seconda posizione. Spies conquista la decima vittoria nel mondiale e si porta a soli quattordici punti dietro ad Haga in classifica. Il giapponese ha giusto quattro settimane per recuperare le fratture causate dalla caduta di oggi, il prossimo appuntamento della Superbike sarà appunto a fine luglio a Brno. La gara si chiude con Spies e Fabrizio uno accanto all’altro che fanno fumare le rispettive ruote posteriori con un doppio burn-out, ormai proiettati verso una lotta a due per la conquista del titolo mondiale.
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29/06/2009 © riproduzione riservata








