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Auto aziendale in crisi? Colpa del fisco
Secondo l'Aniasa l'eccessiva pressione fiscale deprime il mercato e penalizza la competitività delle imprese
09/05/2013 @
Per un'azienda l'auto spesso è uno strumento di lavoro indispensabile. Eppure l'eccessivo carico fiscale su di essa sta penalizzando pesantemente il mercato delle flotte e minando la competitività delle imprese e dei professionisti italiani. E' quanto denuncia l'Aniasa, l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria, nel suo rapporto Rapporto annuale sullo stato di salute del comparto. Secondo l'Aniasa, infatti, le manovre tributarie degli ultimi 18 mesi hanno finito per aumentare eccessivamente la tassazione sull’auto, deprimendo ulteriormente il mercato e diminuendo il gettito. In pratica, sta succedendo il contrario rispetto agli obiettivi iniziali.
IL NODO DELLA DEDUCIBILITA'. Il problema principale, secondo l'associazione confindustriale, proviene da due provvedimenti adottati dal precedente Governo Monti: con la “Legge Fornero” prima e con la “Legge di Stabilità 2013” successivamente, la deducibilità è stata ridotta dal 40% al 20%. Secondo un’analisi dell'Aniasa su una vettura aziendale media del valore di 30.000 euro la somma di detrazioni e deduzioni fiscali in Italia ammonta ad appena 5.697 euro: è appena un quinto di quanto riescono a “scaricare” le aziende tedesche e spagnole e circa un quarto di quanto avviene in Francia e Gran Bretagna.
IMMATRICOLAZIONI AL PALO. La conseguenza è che dall’inizio dell’anno, con l’entrata in vigore della minor deducibilità, si è registrato un calo di 24.000 immatricolazioni per le auto aziendali, con una prospettiva tendenziale a fine 2013 di oltre 80.000 unità di cui circa 25.000 destinate al noleggio. Aniasa prevede una ulteriore riduzione complessiva di entrate per l’erario pari a circa 350 milioni di euro solo tra imposte dirette ed indirette per le mancate immatricolazioni. Si spiegherebbe così la differente percentuale di auto immatricolate a società in Italia (36%), rispetto agli altri Paesi europei come Germania (62%), Spagna (49%), Francia (43%) e Gran Bretagna (55%).
ANIASA AL GOVERNO LETTA. "I trasporti rappresentano il 6-8% dei costi complessivi aziendali. E’ fondamentale che il nuovo Esecutivo metta in campo interventi lungimiranti e innovativi con costi limitati per l’Erario ovvero prospettive di maggiori entrate derivanti dalla ripresa del mercato. Riteniamo non rinviabile un’azione sulla leva della fiscalità, volta a colmare il gap che ci separa da altri Paesi in cui l’auto aziendale rappresenta quote di mercato ben più ampie che in Italia", ha dichiarato il Presidente di Aniasa Paolo Ghinolfi.
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09/05/2013 © riproduzione riservata

