Motorlife
Quadrifoglio Verde Alfa Romeo, 90 anni di successi
Lo volle il pilota salernitano Ugo Sivocci, che vinse la Targa Florio del 1923. Da allora è su tutte le Alfa da corsa e sportive
06/06/2013 @
Umberto Sivocci era un tipo scaramantico. Insieme ad Antonio Ascari, Enzo Ferrari e Giulio Masetti era uno dei piloti dell'Alfa Romeo degli albori, che nelle competizioni dell'inizio del secolo scorso aveva raccolto pochi successi. Alla Targa Florio del 1923 Sivocci decise di tentare di scacciare la sfortuna facendo disegnare sul cofano della sua Alfa "RL" un quadrifoglio, lo stesso che durante la prima Guerra Mondiale campeggiava sugli aerei della "X Squadriglia da bombardamento Caproni".
LA NASCITA DI UN MITO. Quella trovata gli portò fortuna: il pilota salernitano interruppe il digiuno di vittorie vincendo la corsa siciliana davanti ad Ascari. Il quadrifoglio venne dunque dipinto su tutte le Alfa da competizione, tranne che sulla Alfa Romeo P1 su cui qualche mese dopo lo stesso Sivocci perì durante le prove del GP d'Europa sul circuito di Monza. La sua auto aveva il numero "17", che da allora non verrà più assegnato ad alcuna delle vetture da corsa italiane, e da quel momento in poi in suo onore il quadrifoglio verde su triangolo bianco, a significarne l'assenza, non mancherà mai più sulle Alfa da corsa che iniziano a collezionare vittorie su vittorie, a partire dalla P2 che vince il primo Campionato del Mondo del 1925 con Gastone Brilli Peri. Nel 1950 e nel 1951, Giuseppe "Nino" Farina e Juan Manuel Fangio portano le Alfa Romeo 158 e 159, le celebri "Alfetta", ornate col quadrifoglio di Sivocci al successo nei primi due Campionati Mondiali di Formula 1.
DALLA PISTA ALLA STRADA. A partire dagli anni '60 il simbolo portafortuna della Casa lombarda approda sulle Alfa Romeo di serie per distinguere le versioni più sportive come la Giulia TI Super del 1963, detta anche "Giulia Quadrifoglio", e la Giulia Sprint GTA del 1965, che mieterà vittorie nelle serie riservate alle vetture Turismo fino al 1972. Nel 1975 il talismano dell'Alfa si trova sulle fiancate della Alfa Romeo 33 T12 che si aggiudica il Mondiale Marche e della "33 SC 12" vittoriosa nella stagione 1977. Negli anni '80, mentre Alfa ritorna in Formula 1, al Quadrifoglio Verde delle Alfa sportive si affianca il Quadrifoglio Oro per le versioni particolarmente accessoriate di Alfa 6, Alfasud, Alfetta, 33 e 90, mentre le denominazioni "Platino" e "Argento" vengono impiegate per l'Alfa 75. Abbandonati i... metalli preziosi e dopo la vittoria con Nicola Larini nel DTM con la "155 V6 Ti" nel 1993, Alfa ritorna ad impiegare il suo amuleto nel colore verde originario sulle sue auto di serie con il lancio di MiTo e Giulietta Quadrifoglio Verde.
MARCA: Alfa Romeo
TAG: Alfa Romeo
06/06/2013 © riproduzione riservata







