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La patente a punti compie 10 anni

L'1 luglio 2003 entrava in vigore nel nostro Paese il sistema che punisce i recidivi e premia i più corretti

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Dieci anni dopo si può dire che è stato un successo. Tanto è passato da quando l'1 luglio 2003 entrava in vigore la patente a punti, l'attuale sistema che prevede una dotazione iniziale di 20 punti e una decurtazione per ogni infrazione grave commessa, con l'obbligatorietà di rifare da capo gli esami per la patenti per chi li esaurisce ed un "premio" di due punti per ogni biennio trascorso senza "macchia".

COI PUNTI MENO INCIDENTI. Il bilancio di quest'ultimo decennio indica che, insieme alle altre normative via via adottate, la patente a punti ha contribuito e di molto alla riduzione degli incidenti e delle vittime della strada. Secondo l'Asaps, l'Associazione Amici e Sostenitori della Polizia Stradale, i numeri parlano chiaro: se nel 2002 si contavano ancora 265.402 incidenti con 6.980 morti e 378.492 feriti, nel 2011 il consuntivo è sceso al minimo storico di 205.638 incidenti (-22,5%), con 3.860 vittime (-44,7%) e 292.019 feriti (-22,8%).

I NUMERI. Dal 1° luglio 2003 al 31 dicembre 2012 i punti persi dai 37.634.404 patentati italiani sono stati 85.604.842, con una media di 2,275 punti sottratti per ogni patente. I giovani under 20 sono gli automobilisti quelli che ne hanno perso il maggior numero con 6.497 punti di media, anche perché dal 2010 nei primi tre anni ogni infrazione vale doppio, 3.390 fino a 24 anni, 2.638 nella fascia da 30 a 34 anni. Più virtuosi gli over 70 con 1.176 punti e le donne: col 43,67% di patenti hanno perso il 25,44% del totale dei punti, mentre gli uomini col 56,33% di patenti ne hanno persi ben il 74,56%. Tre le infrazioni più frequenti gli eccessi di velocità, grazie ad un numero crescente di autovelox e tutor sulle nostre strade, seguite da cinture di sicurezza non allacciate, attraversamenti di semafori col rosso e l’uso del cellulare alla guida.
 

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