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Giancarlo Siani, il giornalista anticamorra che amava la sua Citroën Mehari
28 anni fa il cronista del "Il Mattino" fu ucciso a bordo della sua auto. Che diventa oggi un simbolo della lotta alla criminalità organizzata
24/09/2013 @
Giancarlo Siani aveva due passioni: la sua Citroën Mehari, di cui si dice che fosse molto geloso, e l'avversione per la criminalità organizzata, in particolare per quella camorra che da giornalista raccontava in articoli dai particolari inediti. Il 10 giugno del 1985 usciva sulle colonne de "Il Mattino" un suo articolo in cui il giovane giornalista del quotidiano partenopeo tracciava con grande precisione le complesse geometrie che regolano i rapporti tra i clan della camorra. Firmando quell'articolo Giancarlo Siani non sapeva che aveva firmato la sua condanna a morte.
UNA MEHARI IN VIAGGIO PER LA LEGALITA'. Giancarlo Siani fu ucciso a 26 anni la sera del successivo 23 settembre, mentre tornava a casa dalla redazione de "Il Mattino" a bordo della sua Citroën Mehari verde. Dopo 28 anni dal vile assassinio per il quale sono stati condannati all'ergastolo i mandanti dell'omicidio Lorenzo Nuvoletta, Angelo Nuvoletta e Luigi Baccante e gli esecutori materiali Ciro Cappuccio e Armando Del Core, la sua Citroën è tornata ieri a percorrere le strade di Napoli con il progetto "In viaggio con la Mehari" che rende omaggio al giovane cronista diventato un simbolo della lotta alla criminalità organizzata.
28 ANNI DOPO NAPOLI RICORDA. La Mehari verde di Giancarlo Siani è ripartita da dove si era fermata per una staffetta anticamorra organizzata dai familiari del giornalista dal luogo del delitto fino alla sede della redazione de "Il Mattino" di via Chiatamone. A rimettere in moto l'auto è stato lo scrittore Roberto Saviano che si è alternato al volante con numerose personalità della lotta anticamorra tra cui Don Luigi Ciotti, il procuratore Armando D'Alterio, il rappresentante del "Coordinamento familiari vittime innocenti criminalità" Alfredo Avella e i giornalisti Gianni Minoli e Daniela Limoncelli, che la ha condotta fino all'ex tipografia de Il Mattino dando inizio ufficialmente al "Premio Giancarlo Siani". A partire dal 27 settembre e sino al 15 ottobre, la Mehari di Giancarlo Siani, divenuta anch'essa simbolo della libertà di stampa e memoria delle vittime innocenti della criminalità, sarà esposta presso il Palazzo delle Arti di Napoli per una serie di iniziative dedicate a questi temi.
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24/09/2013 © riproduzione riservata


