12h di Bathurst 2015: vince Nissan, delusione Ferrari

La Casa giapponese batte tutti con un equipaggio di non professionisti

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12 Ore di Bathurst

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12 Ore di Bathurst

E' terminata con una vittoria della Nissan GT-R affidata all'equipaggio Am F.Strauss/K.Chiyo/W.Reip del team NISMO Athlete Global Team la 12 Ore di Bathurst 2015, la gara endurance più importante del continente australe. Sul podio anche l'italiano Marco Mapelli, che con la Audi R8-LMS Ultra 20 schierata da Phoenix Racing ha conquistato la piazza d'onore insieme ai compagni di squadra Vanthoor e Winkelhock, mentre sul terzo gradino sono saliti D.O'Young/A.MacDowall/S.Mucke su Aston Martin Vantage del Craft Bamboo Racing.

20 SAFETY CAR. Sono stati ben venti gli ingressi della safety car al Mount Panorama in 12 ore di gara, un record nella storia della corsa australiana che ha registrato 16 ritiri su 50 vetture partenti. La dodicesima è costata il comando della corsa alla Ferrari 458 numero 77 del team AF Corse con Wyatt-Rugolo-Rigon che era rimasta in testa fino a che la Mercedes numero 36 guidata da Dean Canto l’ha spedita contro le barriere. La Casa di Maranello può consolarsi comunque con la seconda posizione di Andrea Montermini, Benny Simonsen e Renato Liberto nella categoria Am. I tre, dopo una qualifica disastrosa che li ha relegati in ultima posizione (la 50esima), non hanno sbagliato nulla sulla vettura numero 49 del team Vicious Rumour Racing e sono riusciti a salire sul podio alle spalle dei vincitori assoluti.

D’ALBERTO TUTTO OK. La 12 Ore di Bathurst per la Ferrari si era aperta già nel modo sbagliato, quando durante le qualifiche la vettura del team Maranello Motorsport, vincitrice dell’edizione 2014, era finita violentemente contro le barriere mentre al volante c’era l’australiano Tony D’Alberto. Il team era stato costretto al ritiro e il pilota era finito in ospedale. D’Alberto però è stato dimesso dall’ospedale e si sta riprendendo a casa insieme alla moglie Steffanie. Per lui dunque solo tanta paura e qualche graffio.

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