Ducati Hypermotard 796

La Ducati amplia la propria gamma con un'Hypermotard entry level, adatta anche a piloti meno smaliziati, ma senza rinunciare ad adrenalina e divertimento.

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Ducati Hypermotard 796

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Ducati Hypermotard 796
Ducati Hypermotard 796
Ducati Hypermotard 796
Ducati Hypermotard 796
Ducati Hypermotard 796
Ducati Hypermotard 796
Ducati Hypermotard 796

Ducati Hypermotard

Segmento Bicilindrico a L
Motore 2
Cilindri 803
Cilindrata 59,5 cc
Potenza 75,5 CV

L'Hypermotard ha rappresentato un felicissimo esperimento in casa Ducati: realizzare un motard adatto all'uso cittadino che consentisse anche di divertirsi tra curve e tornanti, coniugando le quote ciclistiche tipiche di questa tipologia di moto con il famosissimo, quanto prestigiosissimo, “pompone” (dicesi “pompone” il motore bicilindrico di italiana fattura) made in Borgo Panigale: il risultato è stata appunto l'Hypermotard, una moto divertente, estremamente potente e capace di regalare tantissimo divertimento, forse però, un po' troppo estrema per motociclisti in erba.
Proprio per questo alla Ducati hanno deciso di sviluppare una nuova motorizzazione che fosse usufruibile anche da parte di chi, di esperienza alla guida, non ne ha poi così tanta.
Il motore appunto è stata la prima grande rivoluzione: si è passati dalla cilindrata di 1078 cc ad un nuovissimo motore bicilindrico a L, raffreddato ad aria, da 803 cc.
Mentre la cilindrata è calata notevolmente, le prestazioni sono comunque rimaste molto alte, come testimoniano gli 81 cv a 8000 giri di potenza massima e la coppia di 75,5 Nm a 6.250 giri.
Esteticamente la moto sembra essere sempre la stessa, nonostante la seduta sia stata abbassata di 20 mm, portandola a 825mm, e il telaio in traliccio di tubi alleggerito; l'alleggerimento è stato un dei punti chiavi di questo nuovo sviluppo, che hanno portato la Hypermotard al peso di 167 Kg a secco, 12 in meno della 1100: tale risultato è dovuto sia al nuovo motore, più leggero di quasi 2 Kg, ma anche ad una dieta applicata un po' dappertutto: dagli steli Marzocchi non regolabili da 43 mm al telaio che ora, senza gli elementi forgiati, pesa mezzo chilo in meno.
Le parti chiave della moto sono rimaste invariate, come il becco e il fanale, gli specchietti e le frecce integrate nei bellissimi paramano o i cerchi a 5 razze sdoppiate, mentre molte novità hanno trovato posto su questa moto.
La Streetfighter, ad esempio, ha “donato” il suo display digitale multifunzione, ora colorato di arancio, e il sistema di sicura del comando di avviamento a scomparsa, in stile comando del fuoco di un caccia da combattimento. I blocchetti sono comunque nuovi, come il pistone e il volano, o anche come l'impianto di scarico a doppia lambda con presilenziatore, elementi non visibili, ma fondamentali.
La frizione è di tipo APTC con funzione antisaltellamento e anche le leve sono di nuova fattura.
L'impianto frenante è composto da pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini Brembo che mordono dischi da 305 mm all'anteriore, mentre al posteriore si trova una pinza a doppio pistoncino su un disco da 245 mm.
Tutto questo per creare la sorella “minore” dell'Hypermotard, che oltre a costare molto meno, risultasse più versatile e fruibile, come detto, anche per chi si sia da poco avvicinato al mondo delle moto.
La gamma colori prevede 3 soluzioni: una versione dark, tutta nera, che costa 8.990 €, e due versioni “colorate”, in bianco e nero o in tipico rosso Ducati, al costo di 9.300 €.
la Ducati, inoltre, ha deciso di fare un regalo a tutti gli acquirenti e quindi, se acquistata entro il 31 dicembre 2009, si potrà godere di 500 € di incentivo da parte della casa madre che, sommati ai 500 € di incentivo statale, faranno scendere il prezzo di ben 1000 €.
Sulla carta è tutto molto bello, ma per sapere come vada in strada siamo andati direttamente a Borgo Panigale per farci un giro sui famosi colli bolognesi per saggiare il risultato di tanto studio.
Effettivamente la moto risulta più dolce e mansueta, per quanto sia sempre molto aggressiva e dalle alte prestazioni, le forcelle sono più morbide di quelle della 1100 e la guidabilità è eccezionale. Non pensate però che ora sia diventata una bicicletta, o meglio, in quanto ad agilità e manovrabilità è effettivamente facile da guidare, ma la potenza è sempre notevole. Divora i rettilinei e si butta a testa bassa in curva, stabile in percorrenza, forse con qualche piccola oscillazione all'anteriore in inserimento di curva, risulta comunque un mezzo molto divertente da guidare fuori città, come nel traffico cittadino. La frizione antisaltellamento aiuta nelle staccate al limite, ora più agevoli grazie all'impianto frenante meno radicale della 1100, mentre in uso metropolitano rimangono un po' scomodi gli specchietti che, se aperti, rendono la larghezza della moto veramente ampia e costringono a chiuderli se si vuole svicolare tra le file di macchine. Purtroppo continua a mancare lo spazio per tenere un bloccadisco nel sottosella, ma questo è effettivamente un particolare trascurabile, considerando quanto divertimento ci abbia dato alla guida: certo dovrete sempre avere uno zainetto con voi per gli oggetti di uso quotidiano, ma una volta in sella sarete talmente presi dal divertimento di guida da non farci granché caso.
La moto è già disponibile presso i rivenditori Ducati e siamo certi che quanti ne acquisteranno una non avranno di che lamentarsi, che siano piloti novelli o vecchi centauri ormai avvezzi a qualsiasi moto, l'unica cosa importante da tenere a mente è che, sì, la Hypermotard è stata addolcita e resa più semplice, ma rimane una moto da non prendere sottogamba, rimane pur sempre un'Hypermotard e rimane, soprattutto, una Ducati e, in quanto tale, sempre pronta a scatenare cavalli in strada.

MARCA: Ducati

TAG: Ducati Ducati Hypermotard 796

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