Economia

Aci-Censis, la crisi frena l'utilizzo dell'auto per un italiano su cinque

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È il 19° Rapporto dell'Aci e Censis che afferma che la crisi economica ha frenato l'utilizzo dell'automobile. Nel 2011 20,6% dei patentati hanno dichiarano di aver ridotto l'uso dell'automobile. In discesa anche il numero di giorni di utilizzo 4,6 giorni a settimana rispetto ai 5,1 dell'anno precedente. I giovani utilizzano di più mezzi pubblici o scooter.
La causa ovviamente è da ricercare nei costi, mediamente di 3.278 euro nel 2011 contro i 3.191 euro del 2010 (+27,%). Nel dettaglio il Carburante 1.530 euro all'anno (+2,3%), l'assicurazione 715 euro (+2,9%) e sempre di più i parcheggi a pagamento che lievitano il costo a 218 euro/anno (+5,3%). Da non trascurare le multe in aumento del 18%.

Car-Sharing. Ora con il costo del carurante salito a 1,7 euro la vita degli automobilisti è sempre più difficile! Si fa largo allora il car-sharing (il servizio che permette di utilizzare un veicolo su prenotazione, prelevandolo e riconsegnandolo in un parcheggio dedicato): gli utenti sono arrivati a 30.000/mese nel 2011 (+66% in tre anni). E’ un fenomeno ancora di nicchia che però rappresenta un’evoluzione della mobilità urbana. I suoi punti di forza sono l’attenzione all’ambiente e la comodità di parcheggio; da migliorare la promozione verso i cittadini, le modalità di riconsegna dell’auto e l’incentivazione all’utilizzo per periodi prolungati.

Aumentano le Multe +18%. Aumentano le trasgressioni “confessate” dagli automobilisti, sia quelle a basso rischio di incidentalità (divieto di sosta +9%, occupazione corsia mezzi pubblici +5%, violazione ZTL +3%), sia quelle più pericolose (sorpasso a destra +5%, superamento limiti di velocità +15%, cellulare senza vivavoce +25%). Cresce anche la percentuale dei sanzionati, soprattutto per passaggio col rosso (+8%), superamento dei limiti di velocità e mancato rispetto della precedenza (+3%).
Diminuiscono invece del 4% le multe per una infrazione molto comune: l’uso del cellulare senza viva voce. Autovelox e tutor non spaventano particolarmente i conducenti: il 56% si dichiara indifferente, mentre il 29% si affida a “contromisure” come navigatori satellitari o app per smartphone. L’indagine pone in evidenza un deficit culturale: 1 automobilista su 10 non rispetta i parcheggi riservati ai disabili.
A tutela della sicurezza stradale, il 44% degli italiani si dichiara favorevole all’inasprimento delle pene per i pirati della strada. Maggiore severità anche verso i conducenti ubriachi, chi passa con il rosso e guida contromano.

“La crisi che stiamo vivendo comporta serie difficoltà – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi – ma è un’occasione per affrontare con determinazione sfide che in altri momenti verrebbero rimandate. I costi a carico degli automobilisti sono ormai al limite della sopportabilità: oltre 165 miliardi di euro, di cui 58 miliardi come prelievo fiscale. Sempre di più si fa strada l’irritazione, perché il ridotto utilizzo dell’auto non comporta risparmio per le famiglie. Quest’anno si contano cinque interventi sulle accise e da gennaio scatterà l’aumento deciso con la Legge di Stabilità. L’ACI sottolinea da tempo l’esigenza di un indirizzo uniforme delle politiche dei trasporti, ripensando il rapporto tra urbanistica e mobilità, con interventi specifici per la sicurezza stradale e la formazione dei giovani”. 

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