Sebastian Vettel nella storia: suo il Mondiale F1 2013, il quarto consecutivo

Come Fangio e Schumacher, ma a soli 26 anni. Con la vittoria nel GP d'India il tedesco entra nell'Olimpo della Formula 1

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Sebastian Vettel nella storia: suo il Mondiale F1 2013, il quarto consecutivo

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Ne mancano ancora tre rispetto al suo connazionale Schumacher, che lo ha sempre stimato e incoraggiato, e appena uno da Fangio. Ma come il "Kaiser" e il "Maestro", che vi arrivarono in età più adulta, Sebastian Vettel invece ha bruciato le tappe vincendo a 26 anni appena per la quarta volta consecutiva il titolo Mondiale in Formula 1 per entrare di diritto nel firmamento dei grandissimi del motorsport. Quanto al computo totale di allori, quattro Mondiali sono quanti quelli conquistati da Prost e uno in più di Senna, Brabham, Piquet, Lauda e Stewart. Ma Vettel dalla sua ha la carta d'identità e la prospettiva di una carriera ancora rosea davanti a sé, nonostante le statistiche siano quelle di un veterano: 117 GP, 1.376 punti conquistati, 36 vittorie, 43 pole e 59 podi. 

RIMONTA INDIANA. La consacrazione definitiva al termine del Gran Premio d'India, su quel Buddh Circuit dove ha sempre vinto e dove l'ha fatto anche quest'anno con una gara arrembante come è nel suo stile e in quello della sua scuderia, quella Red Bull che condotta dal genio di Adrian Newey ha consegnato al talento tedesco una monoposto a tratti stellare. La sesta vittoria consecutiva in questa stagione è maturata con una strategia tanto azzeccata quanto azzardata: gli uomini di Chris Horner hanno deciso per il cambio gomme già al primo giro, dando il via ad una rimonta che rimarrà impressa nella memoria dei suoi sostenitori e non, come quelle "ciambelle" che nonostante l'ordine partito dai box di rientrare al parc fermé ha voluto regalare ai presenti dopo la bandiera a scacchi. Sono costate una multa alla squadra e a lui una reprimenda, ma la "boutade" di Vettel è stata certamente compresa quanto in cuor suo perdonata anche da chi aveva il dovere di sanzionarla.

"E' INCREDIBILE". Sul podio del GP d'India per la consueta intervista a caldo David Coulthard ha chiesto a Vettel se quel festeggiamento fosse programmato: "No, veramente con ci avevo pensato. Rocky, il mio ingegnere, mi aveva chiesto di eseguire la solita procedura (di rientro dopo la gara, ndr), ma mi sono detto 'no, questa volta no', perché c'erano così tante persone sulle tribune che dovevo farlo. Normalmente non è consentito, ma mi è sembrata la cosa giusta da fare in quel momento. Voglio ringraziare tanto il mio team, tutte le persone che ci hanno supportato. Di sicuro non è stata una stagione facile, anche se molta gente dal di fuori poteva pensare che il titolo fosse alla nostra portata. Ma penso che invece per me sia stato veramente difficile. Essere fischiato, anche se non hai fatto niente di sbagliato, superare questi brutti momenti e rispondere in pista per poi essere finalmente applauditi penso che sia qualcosa che tutti i piloti vogliano. Ne sono molto orgoglioso ed essere accostato a gente come Prost, Fangio e Michael è davvero qualcosa di incredibile". 

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